La crisi economica che tuttora imperversa sulle borse europee è destinata a finire entro qualche settimana. Secondo tutte le previsioni del 2008 infatti i mercati già dal primo trimestre del prossimo anno dovrebbero recuperare e reimpostarsi al rialzo, seppure con un trend più lento rispetto a questi ultimi anni. Da luglio infatti la crisi subprime ha portato a uno storno e a un movimento laterale di quasi tutti gli indici di borsa, ma non è questo che rende il mercato insicuro e pericoloso. I successivi profit warning, crisi dei ricavi e svalutazioni poste soprattutto da alcuni istituti di credito, la paura di recessine caldeggiata da quel porta rogna di Alan Greenspan hanno reso possibile questo clima di incertezza fino ad oggi e sicuramente ancora per altre settimane. In borsa bisogna comunque imparare a guadagnare in entrambi i sensi: quando il mercato sale e quando il mercato scende e a valutare a livello macro quasi sono i comparti più idonei per i propri investimenti. L’avvento di internet ormai ha portato la diffusione della cultura finanziaria alla portata di tutti e l’unico gap che rimane da colmare è dato dagli investitori che per anni si sono rifugiati nei consigli delle banche o nei titoli di stato e buoni postali. E’ ora di cambiare.
A mio parere si può essere ancora in tempo per investire nel comparto delle materie prime e dei prodotti metalliferi dei quali la crescita è sostenuta per via di paesi come l’India e la Cina in continua espansione. Inoltre l’investimento nel settore delle infrastrutture nei paesi dell’Asia dell’est e ancora della stessa India e della Cina. L’India è una delle nazioni attualmente con la maggiore crescita nel mondo che si sta rapidamente allineando ai livelli economici di paesi come gli Stati Uniti e dell’Europa. Inoltre l’India sta producendo nuove generazioni di cervelli e sta riducendo sempre più la classe povera a favore della classe borghese. In molti iniziano a pensare che investire nelle nuove energie e nell’acqua sia redditizio. Personalmente sono scettico: penso che per quanto ce la si canti sul petrolio e sui problemi del pianeta, nuove energie e acqua non desteranno interesse/preoccupazione ancora per qualche anno.
Qualcuno mi chiede quali investimenti long ho aperto:
- Azioni: non ho azioni in portafoglio al momento.
- Obbligazioni: non ho obbligazioni in portafoglio al momento
- Derivati: Covered Warrants su Fiat, Unicredit, Eni, Apple
- Etf: non ho ETF in portafoglio al momento.
- Fondi: un po…..
Perchè i fondi? Perchè se scelti in modo corretto sono migliori di un ETF, più sicuri e con possibilità di perdite nettamente minori. Inoltre la tassazione talvolta può risultare più vantaggiosa. Quali fondi?
- Fidelity Funds Target 2020 (ISIN: LU0172516865) – In euro, accantonamento di 1000 euro ogni 6 mesi
- Fidelity Funds South East Asia (ISIN: LU0115768185) – In euro, investimento nel mercato Asia ex Giappone
- Invesco Asia Infrastructure Funds (ISIN: LU0243956348) – In euro, investimento nelle infrastrutture Asia emergente
- MLIFF World Mining (ISIN: LU0090845842) – In dollari, investimento in società minerarie mondiali
- Pictet Water R (ISIN: LU0104885248) – PAC in Euro, investimento in società che operano nel comparto dell’acqua
Un consiglio: di fondi ce ne sono tanti, non prendere il primo che capita, non prendete quello che vi consiglia subito la vostra banca. Valutate attentamente le proposte su internet, le commissioni e i gestori stessi dei fondi.
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