Ricercatori in Italia – Problema di soldi?

Dec 4th, 2007

Leggo oggi, e ancora per l’ennesima volta, dell’annoso problema degli stipendi dei ricercatori, borsisti e quant’altro… mi domando però se sia corretto pagare di più, e molto di più, i ricercatori. Non sono dentro a questo ambiente, ma forse si parla di soldi ai ricercatori e non alla ricerca. Per quale motivo un ricercatore dovrebbe ricevere uno stipendio di 1700 euro o più al mese?  Lo stipendio non dovrebbe essere commisurato alle doti professionali e alla crescita professionale della persona? Un po’ come la solita cantilena dei neolaureati che prendono poco. Ma perchè un neolaureato e in generale un laureato deve essere pagato di più magari di un diplomato? Secondo me c’è un concetto di fondo sbagliato ovvero che non bisogna pagare il titolo di studio ma la professionalità e la qualità del lavoro. Del resto è storia vecchia che siamo pieni di laurati anche a pieni voti che sono capre e probabilmente la stessa cosa è per chi si occupa di ricerca.

Forse bisognerebbe cambiare questo modo di vedere le cose, dare soldi e fondi alla ricerca e a chi veramenre fa ricerca, a coloro che veramente meritano di avere riconosciuto il loro impegno e i loro risultati. E forse sarebbe il caso di smetterla che con questa ipocrisia per la quale un laureato, in quanto tale, deve essere riconosciuto come persona ampiamente meritevole sul lavoro e come tale retribuita.

  1. vegetarian
    Oct 2nd, 2008 at 18:24
    Reply | Quote | #1

    ti invito a fare 7 anni di matematica e poi mi dici se non hai acquisito la professionalità di fare il tuo lavoro di ricercatore… Finché abbiamo persone che non capiscono il valore dello studio in Italia stiamo freschi!
    Lo sai che un mio amico tedesco non ci credeva quando gli abbiamo spiegato come funziona e quanto prende un ricercatore in Italia. Ci ha guardato come per dire “Ma chi ve lo fa fare?”
    Vatti a informare prima di parlare da ignorante

  2. vegetarian
    Oct 2nd, 2008 at 18:33
    Reply | Quote | #2

    Poi che uno inizi la carriera universitaria con 1700 euro al mese non so dove te lo sia sognato in sincerità.

  3. Stefano
    Oct 6th, 2008 at 18:03
    Reply | Quote | #3

    Invitami pure, io non contesto la conoscenza di uno che ha studiato 7 anni ma contesto il fatto che non sia diretto il passaggio tra 7 anni sui libri e il mondo del lavoro e/o della ricerca. Come dire, puoi avere una grande mente e un grande sapere e non essere capace di sfruttarlo. In Germania il mondo dello studio e i suoi contatti col mondo del lavoro sono ben diversi così come la società e il modo di porsi.

  4. Martin
    Oct 10th, 2008 at 08:02
    Reply | Quote | #4

    Il discorso è vagamente sensato. Tuttavia vi sono molti punti oscuri. Innanzitutto il passaggio laurea -> ricerca non è per nulla diretto.

    Per diventare ricercatore si passano diversi anni a fare dottorato di ricerca, e mentre si studia si deve pure fare da assistenti per i professori. Dopo questi anni massacranti, si diventa ricercatori per concorso (dove bisogna superare i raccomandati, se possibile) e si diventa precari con 800 euro al mese. I ricercatori confermati prendono 1100 al netto, ke diventano al massimo 1600 con tutte le detrazioni possibili (figli, mutuo, ecc).

    Dunque a conti fatti, la carriera universitaria risulta più dura, almeno inizialmente, sia come impegno richiesto, sia come retribuzione, rispetto alla carriera scolastica.

    Che poi ci siano ricercatori che non meritano i loro soldi, è un altro paio di maniche.

    Hai ragione quando dici che non va pagato il titolo di studio, ma la qualità del lavoro. Ma devi considerare anke le ore di lavoro. Un insegnante di scuola elementare ha 20 ore settimanali di lezione, dopodichè qualche pomeriggio al mese deve svolgere attività di coordinamento, andare alle riunioni, ricevere genitori, ecc.

    Un ricercatore deve impartire lezioni, preparare una decina di esami l’anno PER OGNI MATERIA, correggere 100 compiti ad esame e fare gli orali a chi passa. Poi deve ricevere gli studenti, fare le supplenze per 3 euro l’ora, e infine deve svolgere attività di coordinamento nel corso di laurea, tutoraggio per gli studenti che fanno le tesi, ma soprattutto deve fare ricerca, e a volte sono costretti a fare dei progetti per aziende private, per arrotondare.

    Quante ore settimanali? Facciamo 40? 50?
    E poi il muratore si fa pagare 60 euro l’ora.

  5. mcarpe
    Oct 27th, 2008 at 11:25
    Reply | Quote | #5

    Prima di tutto: 1700 non li vedi neanche col binocolo se ti sei appena laureato. La parola “ricercatori” comprende tante cose… prima di tutto ci sono i dottorandi: 800 euro al mese (stanno aspettando il MAGNIFICO aumento a 1000 circa, ma nonostante la legge sia passata ancora non si sono visti…). Poi se ti va bene (dopo 3-4 anni) diventi assegnista di ricerca (contratti da 1 anno fino a 4 anni… ma questi ultimi non li ho mai sentiti…) a 1250 euro (senza tredicesime tfr o altre garanzie… ma lasciamo perdere…). Una volta passati 4 anni da assegnista (se sei fortunato a farti rinnovare il contratto di anno in anno….) sei finito… non si puo’ piu’ avere l’assegno e di solito si va avanti col cococo, spesso allo stesso stipendio o addirittura inferiore… I pochi fortunati (e sto parlando naturalmente di chi non e’ figlio o parente stretto di qualche professore…) diventano “Ricercatori” nel vero senso della parola magari dopo una decina di anni dalla laurea (che in Italia significa essere sui 35-40 anni…) alla roboante cifra di circa 1100-1200 euro al mese (almeno in questo caso c’e’ la tredicesima, almeno….).

    Questo per dire… non e’ che i ricercatori siano proprio gente di primo pelo…. Comunque l’idea sarebbe di incrementare gli stipendi per attirare i migliori… piu’ o meno come si fa da qualunque parte nel mondo. Poi se non ritieni che la ricerca sia un settore utile per il paese, questo e’ un altro discorso… stai tranquillo che sei in buona compagnia, sia con i politici che con l’italiano medio.

    ..io me ne sto bene qui in Inghilterra, guadagnando circa 3000 euro al mese per l’equivalente dell’assegnista di ricerca italiano… ma saranno scemi questi inglesi, che ti devo dire…

  6. ASSEGNISTA SENZA PAROLE
    Nov 25th, 2008 at 10:58
    Reply | Quote | #6

    GUARDATE QUESTA TABELLA FRESCA 2008 E DITEMI SE I RICERCATORI NON CONFERMATI E I RICERCATORI CONFERMATI STANNO MALE AD OGGI:
    RICERCATORE NON CONFERMATO PRIMO ANNO -> 1258,856694
    RICERCATORE NON CONFERMATO 2°ANNO -> 1552,14483
    RICERCATORE NON CONFERMATO 3°ANNO -> 1572,45121

    RICERCATORE TEMPO PERMANENTE PRIMO ANNO -> 1763,894109
    RICERCATORE TEMPO PERMANENTE 14° ANNO/3 -> 2915,825089

    QUESTI SONO I DATI E PENSATE CHE HANNO ANCHE LA TREDICESIMA:) NOI ASSEGNISTI CI DANNO UN DOPPIO STIPENDIO A DICEMBRE E UN FICOSECCO A GENNAIO:)
    VERGOGNATEVI!!!!!!!!!!! http://xoomer.alice.it/alberto_pagliarini/TAB2008conaumento1e77.htm

    ECCO IL LINK CHE DEVE FARVI RIFLETTERE CARI FURBETTI!!! GLI ASSEGNISTI, I BORSISTI E I DOTTORANDI SI SPACCANO IN DUE DI LAVORO E GLI ALTRI RACCOLGONO IL BUONO CON STIPENDI ESORBITANTI:)
    1.000 DI CONTRIBUTO INPS PER UN ORDINARIO:) VERGOGNA!!!!!!!!!! CHE PAGHETTA DARA’ AL SUO NIPOTINO…UNA AUTOMOBILE AL MESE! QUANDO C’E’ GENTE IN ETERNA LOTTA CON L’AFFITTO. SE FOSSI BRUNETTA ELIMINEREI GLI ORDINARI E LIVELLEREI LO STIPENDIO A TUTTI PER DARE POSSIBILITA’ DI ESPRESSIONE A TUTTI, IN PARTICOLAR MODO A CHI E’ CAPACE:)
    GRAZIE E BUONA RIFLESSIONE

  7. marco
    Apr 4th, 2010 at 22:47
    Reply | Quote | #7

    Credo che nussuno abbia valutato il fatto che laurearsi è faticoso! Direi che è un punto di riflessione interessante… Io credo che un diplomato non debba prendere una stipendio pari ad un laureato per svariati motivi, quali: l’investimento monetario, lo sforzo, la disparità di età per entrare nel mondo del lavoro. Un diplomato avrà normalmente, diciamo 5 anni di stipendi in più di un dottorando, che nel frattempo molto probabilmente si è fatto il mazzo per pagarsi le tasse o si è fatto mantenere da mamma e papà, in entrambi i casi, non vi pare legittimo ricompensare lo sforzo? Parliamo di meritocrazia, ma che meritocrazia ci può se si parte da una frase del tipo “non vedo perchè un diplomato debba prendere meno di un laureato???”

  8. Stefano
    Apr 5th, 2010 at 08:56
    Reply | Quote | #8

    Esatto, non hai risposto perchè… escludiamo quelle categorie accademiche come medicina dove non c’è competizione: è giusto che il medico abbia fatto un percorso di laura e specializzazione… prendiamo ad esempio il mio settore invece che è quello che conosco molto bene: l’informatica. Perchè un laureato dovrebbe prendere più di me che sono diplomato? O meglio, sulla base di cosa? Pensi che io in 10 anni di questo lavoro non abbia studiato? magari sarò un caso particolare e non ho passato anni in un callcenter o a montare PC per qualche vecchietta nello scantinato di un negozio, ma non capisco comunque: le mie conoscienze al pari di un laureato sono nettamente superiori e il culo che mi sono fatto al lavoro non ha pari. Lui deve prendere di più perchè ha un pezzo di carta che certifica che teoricamente per 5 anni si ha studiato con poco senza e senza collegamenti diversi aspetti teorico accademici dell’informatica, io invece che nell’informatica ci lavoro da 10 anni, che ho concetti molto profondi sui singoli ambiti che tratto, che mi sono fatto il culo lavorando anche 10 ore al giorno, avendo solo circa 30gg di vacanza al mese, sacrificando notti e weekend per le reperibilità, dovrei prendere meno? Mah…dubito bene e perdonami: la realtà mi da ragione, non solo in italia, quantomeno per il mondo.
    Mi sono trovato a fare diversi colloqui a neolaureati e a lavorare con persone di questo genere…tanti anche con ottimi voti non hanno la più pallida idea di cosa significhi questo mondo. Siamo schietti: a cosa serve formare un laureato in informatica che sappia cos’è una VOID in C, che oracle è un database relazionale e che ci sono diversi tipi di sistemi operativi…. non avrebbe senso dare un serio orientamento? Oppure vogliamo considerare l’informatica al pari della facoltà di lettere dove ti servono quintali di nozioni teoriche e basta? Quindi, almeno per questo, si il laurato prenda meno. Poi se vuole può farsi il culo per il mondo del lavoro ed essere qualcuno, ma che abbia passato tempo all’università con altri ex liceali brufolosi a seguire lezioni spesso poco utili (mi rendo conto che non puoi decidere tu eh) e a farsi le canne la sera prima dell’esame non meriti per definizione rispetto. Ed evitiamo di essere ipocriti dicendo che l’università toglie respiro, vita, è un grande impegno, ecc perchè non ci crede nessuno, se ne salva forse uno su cento.

  9. Alessandro
    Apr 9th, 2010 at 05:52
    Reply | Quote | #9

    Sono capitato qui per caso ma leggendo mi sono infiammato e devo lasciare un commento. Stefano, non concordo assolutamente con te. Evidentemente non hai perseguito un percorso di studi universitario e non hai nemmeno amici che lo stiano affrontando come si dovrebbe. Io sono un ingegnere meccanico e ti posso garantire, che almeno nella mia facoltà, se vuoi la laurei devi sputare il sangue; sono d’accordo che per qualche facoltà vale il tuo discorso, ma non puoi fare di tutta l’erba un fascio. Prima di dirti cosa faccio ora, ti spiego perchè un ingegnere si merita uno stipendio 4 o 5 volte quello di un diplomato: nel mio campo, alla fine del progetto, devi mettere una firma. Quella firma non è un autografo; quella firma implica che se si rompe l’ascensore che hai progettato e si schianta (progetto perfetto, metallo difettoso, ma tu non lo saprai mai), il responsabile sei tu. Rispetto ad un diplomato, qualche laureato ha una responsabilità molto più grande per il lavoro che fa e quindi è giusto che venga ricompensato in modo adeguato. Un cardiochirurgo apre il petto alla gente e opera su un cuore che batte; non è come stare dietro ad una tastiera in termini di responsabilità, quindi è giusto che guadagni 10000 euro al mese perchè se gli trema la mano in quel momento ammazza il paziente. Cosa voglio dire? Non generalizziamo. Per il discorso dei ricercatori, io sono a favore di un aumento di stipendio. Un ricercatore ha come mansione primaria quella di portare avanti la ricerca che, tutti hanno capito tranne che in Italia, è un settore strategico. Io in questo momento sto facendo il dottorato di ricerca e ti posso garantire che il confronto con un diplomato (mi occupo di emissioni e motori) non è nemmeno fattibile. Per poter studiare dignitosamente sono dovuto venire in america, lasciare la mia famiglia, lasciare le amicizie, lasciare il mio paese e, cosa non banale, devo fare ricerca per gli USA e non per l’Italia. tutto perchè con 800 euro al mese non riesco ad andare avanti, mentre con 1700 dollari si. Allora ti sembra giusto che chi ama ciò che studia debba emigrare per poter diventare uno dei migliori? I laureati, quelli che danno contributo alla comunità scientifica o forniscono un evoluzione del sapere, meritano di guadagnare di più perchè sono pochi, perchè si occupano di cose che 7 persone su 10 non sono in grado di fare. Dare soldi alla ricerca significa per prima cosa far vivere chi la ricerca la compie, perchè se no il risultato è quello denominato: fuga di cervelli. Io non so dove vivi te, ma io le canne la sera prima di scienza delle costruzioni non me le sono fatte..e sono pronto a scommettere la mia auto che, anche con un anno a disposizione, quell’esame te non lo passi nemmeno a pregare. La divulgazione scientifica è qualcosa di nobile, ma non tutti ne capiscono purtroppo l’importanza. E dire che siamo noi i migliori, da Leonardo, a Fermi abbiamo insegnato noi questo mestiere. A volte c’è qlc di più del semplice stipendio a fine mese.

  10. Alessandro
    Apr 9th, 2010 at 05:54

    E poi, se vuoi lo stipendio di un dottore, un ingegnere o un politico perchè non l’hai presa anche te la laurea visto che è tanto facile?

  11. Stefano
    Apr 11th, 2010 at 15:46

    No guarda io del mio stipendio proprio non mi lamento considerando che prendo ben di più dei miei amici ingegneri e dottori.

  12. Stefano
    Apr 11th, 2010 at 15:54

    Dunque… non generalizzare nemmeno te. E’ fatto purtroppo assodato che il valore del percorso di laurea italiano, troppo accademico, non va di pari passo con le esigenze del mondo lavoro. E’ fatto assodato che in italia la frase “La laurea costituisce titolo preferenziale” sia puramente uno standard e nessuna società assume per titolo preferenziale un laureato. Laureato che talvolta non passa nemmeno il primo colloquio tecnico, questo soprattutto nel mondo dell’Information Technology. Rispetto la tua visione di chi va all’università ma ahimè non è del tutto veritiera. Sarebbe un sogno di molti vedere le UNI frequentate solo da gente dedita allo studio e basta. I termini di responsabilità sono comunque tutti da distutere. Per carità… la vita delle persone persone non può essere paragonata a una tastiera, sono d’accordo, ma c’è chi dietro una tastiera potrebbe fare qualche stronzata e fare danni da milioni da euro, far perdere il lavoro a molta gente, ecc… quindi diamo i giusti pesi e le giuste misure. Comunque tu il ponte dovresti farlo bene a prescindere dai soldi, dovresti farlo bene perchè sei un professionista e una persona seria e la professionalità non si ricambia coi soldi. Motivo per cui all’estero le cose sono tremendamente diverse dall’italia. E per la cronaca è vero che all’estero la ricerca è pagata in modo diverso ma è anche competitiva. In Italia puoi anche non fare un cazzo e fare il ricercatore a vita. All’estero ti conviene centrare gli obiettivi se no sei fuori dai coglioni!

  13. Daniele
    Jul 14th, 2010 at 16:53

    Mi sembra che il tuo ragionamento, Stefano, sia alquanto lacunoso.
    1- Una volta diplomato puoi fare una scelta andare a lavorare o continuare a studiare, entrambe pienamente rispettabili, con i loro vantaggi e svantaggi. Non credere che passare anni a studiare sia meno faticoso che fare la gavetta a lavoro.
    2- se di laureati incompetenti ne è pieno il mondo questo vale pure per i diplomati, così come esistono i professori baroni e quelli che scoprono la penicillina i ricercatori raccomandati e quelli che si fanno il culo in laboratorio con idee che cambieranno la vita di tutti.
    3- Tanto di cappello alla tua decennale esperienza sul campo, che mi pare di capire ti viene pure ben retribuita, ma questo non ti da il diritto di dire che chi ha studiato 5 o più anni all’università non abbia più competenze di un diplomato e quindi debba essere inserito con uno stipendio base più alto
    4- la preparazione accademica che tu pensi sia così inutile non lo è affatto, è come formare i muscoli che poi ti possono permettere di spiccare un salto o correre i cento metri. Il campo della scienza e della tecnologia è così vasto e variegato che non puoi pensare di formare un laureato esperto di programmazzione in .NET uno in Java un altro C# e così via, devi formare una persona che sia in grado in breve tempo, se messa di fronte ad un problema, di acquisire le competenze che gli servono e risolverlo.
    5- Pensi che la ricerca non applicata o competitiva (che sarà poi la ricerca competitiva?! la ricerca dovrebbe essere apertura e condivisione mmaah!!!) o che non produca miliardi di euro sul mercato non sia utile? prendiamo l’esempio dell’algebra di boole che un accademico di metà 800 ha sviluppato quasi per gioco o forse per esercizio mentale, tu adesso non staresti a programmare un bel niente se non fosse per quel signore e la sua passione per la matematica.

    Ma torniamo al discorso iniziale degli stipendi ai ricercatori: se in italia un o una brillante giovane ha capacità di produrre innovazione è giusto che venga adeguatamente retribuita per questo, per un motivo molto semplice, perche produce ricchezza per tutta la comunità. Se in germania investono sul fotovoltaico, pagano bene i ricercatori che vi lavorano, e gli danno fondi per produrre celle che invece di efficienza x anno efficienza 2x poi magari qualche imprenditore tedesco quelle celle si mette a produrle e crea ricchezza e posti di lavoro ed un ambiente più pulito. Queste sono cose che uno stato guidato da persone intelligenti dovrebbe incentivare e non frustrare. Oggi se in italia vuoi mettere le tue competenze al servizio della ricerca una volta laureato o dottorato sai che vai in contro ad una lunga ed incerta vita da precario sottopagato e non tutelato con prospettive del tutto incerte. Ma forse un aspirante ricercatore che è comunque un essere umano come gli altri vorre bbe pure lui farsi una casa, una famiglia dei figli, non diventare ricco ma solo vivere decentemente e non sentirsi ridere dietro se in banca vuoi chiedere un mutuo, o sperare in una pensione o una copertura assicurativa se ti fai male, o più semplicemente non vivere costantemente con l’ansia che l’anno prossima tagliano i fondi ed il tuo misero assegno di ricerca non sarà rinnovato e ti ritroverai senza un lavoro ed uno stipendio. Prima di diventare ricercatore confermato a tempo indeterminato ci sono anni ed anni di borse, assegni, e una quantita di forme di precariato che neanche immagini; ora visto e considerato che normalmente tale trafila si inizia dopo il dottorato (27 – 30 anni) agiungici una decina di anni di precariato e… vedi un po’ tu fatti due conti. Quando puoi pensare e farti una famiglia? a 40 anni inoltrati?

    Uno dei tanti dottori di ricerca che si trovano al bivio.