Wednesday, 28 June 2006

Come configurazione Solaris Zones - parte 1

Dopo VMWare, è il caso di iniziare a provare lo zones di solaris. Zones è un tool, un software, una collection di comandi, non come definirla bene, inclusa ovviamente in Solaris 10. Zones va a nozze con i nuovi hardware Sun multicore, questo perchè, come sulle versioni ESX di vmware, c'è la possibilità di controllare le risorse hardware in modo molto preciso, quindi si può, su un Sun T2000 con 8 core, creare 2 zone che usano 2 core, e tre zone con un core ciascuno.

Zones è configurabile in due modi diversi: nel primo caso la zona creata in realta condivide col sistema base alcune directory, in particolare /usr /lib /sbin /platform . Questo fa si che lo spazio disco occupato dalla zona sia di poco più di 100 mega. La zona infatti ha riservate /etc e /var.

I comandi da imparare sono zonecfg, zoneadm, zlogin.

Creiamo la nostra zona:
# zonecfg -z zonaditest
zonaditest: No such zone configured
Use 'create' to begin configuring a new zone.
zonecfg:small-zone> create
zonecfg:small-zone> set autoboot=true
zonecfg:small-zone> set zonepath=/export/zonaditest
zonecfg:small-zone> add net
zonecfg:small-zone:net> set address=192.168.1.101
zonecfg:small-zone:net> set physical=hme0
zonecfg:small-zone:net> end
zonecfg:small-zone> info
zonepath: /export/zonaditest
autoboot: true
pool:
inherit-pkg-dir:
dir: /lib
inherit-pkg-dir:
dir: /platform
inherit-pkg-dir:
dir: /sbin
inherit-pkg-dir:
dir: /usr
net:
address: 192.168.1.101
physical: hme0
zonecfg:small-zone> verify
zonecfg:small-zone> commit
zonecfg:small-zone> exit

Analizziamo. Abbiamo lanciato il comando zonecfg per configurare la zona. Il sistema ci ha detto che la zona non esiste e inizia la configurazione ex-novo. In realtà è tutto abbastanza chiaro. Il parametro create verrà ripreso successivamente perchè merita il disco sull'argv -b che permette di create una zona senza inherit-pkg con la global zone.

Se volessimo creare una zona a se stante, senza inhinerit packages, dovremmo agire così:
# zonecfg -z zonaditest2
zonaditest2: No such zone configured
Use 'create' to begin configuring a new zone.
zonecfg:small-zone> create -b
zonecfg:small-zone> set autoboot=true
zonecfg:small-zone> set zonepath=/export/zonaditest2
zonecfg:small-zone> add net
zonecfg:small-zone:net> set address=192.168.1.102
zonecfg:small-zone:net> set physical=hme0
zonecfg:small-zone:net> end
zonecfg:small-zone> info
zonepath: /export/zonaditest2
autoboot: true
pool:
net:
address: 192.168.1.102
physical: hme0
zonecfg:small-zone> verify
zonecfg:small-zone> commit
zonecfg:small-zone> exit

Come prima, l'unica differenza è l'argv -b nel comando create. Una zona senza inhinerit packages occupa però molto di più, nel mio caso 3giga, diciamo 2/3 dello spazio occupato dal vostro sistema solaris base.

Solaris crea in /etc/zones dei profili xml per ogni zona. Prendiamo la zonaditest2:
# cat /etc/zones/zonaditest2.xml
< ?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
< !DOCTYPE zone PUBLIC "-//Sun Microsystems Inc//DTD Zones//EN" "file:///usr/share/lib/xml/dtd/zonecfg.dtd.1">

< zone name="zonaditest2" zonepath="/export/zonaditest2" autoboot="true">
< network address="192.168.1.102" physical="hme0"/>
< /zone>

Abbastanza semplice. Il resto nella prossima parte.

Friday, 23 June 2006

Pepsi e Mentos

Avete mai provato a mischiare Pepsi e Mentos? C'è chi l'ha fatto...e il risultato è esplosivo!

Guardate qua: http://www.break.com/index/pepsimentos.html

Monday, 19 June 2006

Ristorante Antica Osteria Casa di Lucia - Lecco (LC)

Sabato sera, nuova gita al lago. Invece di Como è la volta di Lecco, al ristorante Antica Osteria Casa di Lucia. Il ristorante si trova in un vecchio palazzo del 1600 nel quartiere di Acquate, dove si dice vivesse proprio Lucia dei Promessi Sposi. Ci si arriva quasi facilmente. Non è facile arrivare là in alto, alla fine ho parcheggiato l'auto in basso e ho proseguito la salita a piedi. Il quartiere di Acquate è il vecchio borgo e le strade sono strette con poche possibilità di parcheggio.

Il ristorante offre posti a sedere interni e d'estate all'aperto, sperando che non inizi a piovere come è successo a me.

La cena: per antipasto Missoltini con Polenta e Affettati locali nostrani misti. Riso integrale con filetti di persico. Per secondo Faraona disossata ripiena e tagliata di tonno con pesto leggero. Formaggi della valtellina e valsassina con mostrarda e dolci caserecci. Vino: ho bevuto un ottimo Gewurztraminer 2005, forse troppo fruttato per il salmone delicato, ma ottimo a mio dire con faraona, salumi locali, missoltini e formaggi.

Prezzo: 100 euro in due vino incluso. Sicuramente la tagliata di tonno e i formaggi hanno inciso molto. Inoltre come sempre il vino buono non ha prezzo.

Voto: 9.

Birreria Bi-Du - Rodero (CO)

Sabato sera scorso, dopo una buona cena con pesce di lago, non poteva non esserci una buona birra. L'idea iniziale era quella di andare a Como in occasione della notte bianca della città, idea rientrata comunque subito dopo la cena, un po' per la non eccessiva euforia e un po' anche perchè il pensare a dove parcheggiare (la città era chiusa con alcune zone adibite a parcheggio più navetta ogni 30 minuti).

Mi sono ricordato di questa birreria artigianale a Rodero, al confine tra le provincie di Como e Varese. Ci si arriva facilmente percorrendo la statale che da Lomazzo (uscita della A9) va fino al valico doganale di Bizzarone. Poco prima del valico si trovano le indicazioni per Rodero e in Rodero si trovano quelle per il Bi-Du. Il Bi-Du si trova in pratica  in fondo a  una strada di campagna che percorre un verde bosco fuori dal paese. Più che un locale è una villetta trasformata in locale da sera. L'atmosfera è carina, ma le frequentazioni appaiono molto quelle da bar di paese, ovvero sempre le solite persone a parlare delle solite cose.

Scopro, e non lo sapevo, che il Bi-Du, o per meglio dire il loro mastro birrario e la loro birra, hanno vinto il premio come migliore birra artigianale 2005. Mah...chissà che prelibatezza allora.

Dunque prendo una birra 'artigianale', proprio quella che ha vinto il premio. Con la coda dell'occhio vedo come la spillano e mi vengono un po' i capelli dritti. Sembra che devono fare centro con la birra da lontano nel bicchiere...schiuma a manetta tolta con cucchiaio e diversi rabbocchi. La birra me la servono palesemente calda, tanto da non sentire nemmeno il gusto.

Insomma, nessun commento. Bevo, pago e me ne vado. Assolutamente deluso. Soldi e tempo buttati.

Va sicuramente migliorata, se non imparata, la spillatura. Poi forse vedremo se la birra è buona.

Comunque, nella stessa competizione, il birrificio italiano è arrivato secondo, quindi a questo punto dubito della bontà della competizione sulla migliore birra artigianale tenuta da Unionbirrai.

Monday, 12 June 2006

Ristorante Santo Stefano - Lenno (CO)

Sabato volevo provare qualcosa di nuovo. Ho cercato qualcosa al lago, dalle parti di Como, complice la notte bianca di Como (alla quale poi non sono andato!). Mi sono imbattutto in questo ristorante, chiamato Santo Stefano, a Lenno, sul lago, 20 km da como sulla sponda Ovest.

Il ristorante è molto rustico, pochi i coperti, in centro al paese vicino alla chiesa. Le specialità sono ovviamente il pesce di lago.

Antipasto: Carpaccio di trota con burro e crostini e terrina di trota salmontata.

Primo: Strozzapreti con anguilla affumicata e tagliolini con trota affumicata.

Secondo: Filetti di persico dotati e polpette di cavedano

Dolce: strudel di mele casereccio

Tutto veramente buono. Il pesce era molto fresco e ovviamente autoctono.

Voto: 8.

Tuesday, 6 June 2006

La rovina di Milano

Votare per il sindaco è un po' come votare per l'amministratore di condomio, con la differenza che in questo caso il condominio è una città e non una singola casa. A mio parere la votazione di un sindaco non dovrebbe essere così intrinsecamente legata alla fede e credenza politica. Il sindaco di politica ne può poco, è necessaria una persona che conosca la città, ci viva quotidianamente, conosca i suoi problemi, i problemi dei cittadini e sia in grado di risolverli. Letizia Moratti non rientra in questa mia considerazione. A parte l'antipatia che suscita automaticamente nella gente, a parte la sua mancanza di intelligenza oltremodo evidente, a parte tante altre cose, io penso che abbia delle difficoltà anche ad indicare dove si trovi Milano su una cartina geografica.

Io non sono Milanese, vivo a Monza, anzi ora a Lissone, ma sicuramente conosco la città e la vivo tutti i giorni. Bruno Ferrante, candidato del centrosinistra, sicuramente dopo i diversi anni spesi al servizio di una città che, forse, è seconda solo a Roma in Italia, sarebbe sicuramente stato un sindaco, governatore, amministratore migliore. Con mio profondo dispiace accolgo il fatto quindi che Letizia Moratti sia stata eletta sindaco di Milano, augurandomi che quantomeno la vita in questa città non peggiori, ma rimanga almeno uguale.

Diverse sfide attendono Milano nei prossimi anni, dalle nuove metropolitane, alla sistemazione del vecchio polo fieristico, i nuovi cantieri per la sistemazione del centro, il problema immigrazione, ecc.

Milano buona fortuna.

Monday, 5 June 2006

Raid 1 con Solaris - Come configurarlo

Solaris ha un sistema particolare di Raid software, sicuro e raffinato. Potrebbe essere configurabile via SMC (Solaris Management Console) ma a mano è più facile e si fa prima.

Ovviamente valgono le regole base di tutti i raid: 2 dischi uguali e partizioni identiche. A differenza di Linux è necessario su Solaris lasciare una slice (tipicamente da 300/400 mb) per le informazioni relative al SVM Replica. Supponiamo quindi che il nostro disco sia così configurato:

slice 0 root
slice 1 swap
slice 3 var
slice 4 Kernel crash dump
slice 7 SVM Replica

Copiamo la tabella delle partizioni dal primo disco (c0t0d0) al secondo disco (c1t0d0)

# prtvtoc /dev/rdsk/c0t0d0s2 | fmthard -s - /dev/rdsk/c1t0d0s2

Ora dobbiamo creare il database per la replica, uno sul primo disco e uno sul secondo.

# metadb -a -f -c 2 c0t0d0s7
# metadb -a -c 2 c1t0d0s7

Una considerazione: il raid su Solaris non è mai un raid 1 puro, ma un raid 0+1, quindi è necessario prima attivsare un concat su ogni slice e poi fare il raid 1 delle partizioni in raid 0.

# metainit -f d10 1 1 c0t0d0s0
d10: Concat/Stripe is setup
# metainit -f d11 1 1 c0t0d0s1
d11: Concat/Stripe is setup
# metainit -f d13 1 1 c0t0d0s3
d13: Concat/Stripe is setup

Per il primo disco, e ora per il secondo:

# metainit -f d20 1 1 c1t0d0s0
d20: Concat/Stripe is setup
# metainit -f d21 1 1 c1t0d0s1
d21: Concat/Stripe is setup
# metainit -f d23 1 1 c1t0d0s3
d23: Concat/Stripe is setup

Adesso sempre con il comando metainit inizializziamo il raid 1 inserendo nel mirror solo le varie slice in raid 0 del primo disco:

# metainit d0 -m d10
d0: Mirror is setup
# metainit d1 -m d11
d1: Mirror is setup
# metainit d3 -m d13
d3: Mirror is setup

Utilizzamo il comando metaroot per specificare che il boot va fatto dal raid, mirror d0:

# metaroot d0

Ora dobbiamo modificare il file /etc/vfstab per fare in modoche il sistema monti le partizioni dal mirror e non singolarmente dal disco. Essenzialmente va modificato il device da montare, che non deve più essere il disco ma la posizione mirror del raid:

/dev/md/dsk/d1     -                             -          swap   -     no     -
/dev/md/dsk/d0     /dev/md/rdsk/d0     /          ufs     1     no     logging
/dev/md/dsk/d3     /dev/md/rdsk/d3     /var     ufs     1     no     logging


E' arrivato il momento atteso. Fate il riavvio del vostro sistema. Incrociate le dita e sperate bene! Una volta fatto il riavvio non vi resta altro da fare che attaccare i raid 0 del secondo disco. Sempre con il comando metainit, come prima, fare:

#metattach d0 d20
#metattach d1 d21

#metattach d3 d23


Adesso il vostro sistema inizierà a mirrorare i dischi. Utilizzate il comando metastat per controllare lo stato del mirroring, in questo modo:

metastat d0

Dovreste ottenere un output simile a questo:
-bash-3.00# metastat d0
d0: Mirror
Submirror 0: d10
State: Okay
Submirror 1: d20
State: Okay
Pass: 1
Read option: roundrobin (default)
Write option: parallel (default)
Size: 14339072 blocks (6.8 GB)
d10: Submirror of d0
State: Okay
Size: 14339072 blocks (6.8 GB)
Stripe 0:
Device     Start Block  Dbase        State Reloc Hot Spare
c0t0d0s0          0     No            Okay   Yes

d20: Submirror of d0
State: Okay
Size: 14339072 blocks (6.8 GB)
Stripe 0:
Device     Start Block  Dbase        State Reloc Hot Spare
c1t0d0s0          0     No            Okay   Yes


Probabilmente voi leggerete Mirroring XX% nello stato del secondo Submirror.

Per ultimo, attivate, la slice di dump per i kernel crash:

# dumpadm -d /dev/dsk/c0t0d0s4

Fine.

Mi raccomando, leggetevi il capitolo Volume Management del Sun Administration Book. E cercate di non fare danni. I dati sono vostri. Un bel backup prima di iniziare.

Sunday, 4 June 2006

Pub Birreria Woodstock - Milano

In zona, per dire in Lombardia, vengono segnalati solo due posti dove è possibile trovare una vasta collezione di birre internazionali. Questi posti sono il Woodstock a Milano e il Fundeghè a Cabiate.

Il Fundeghè non ha ovviamente bisogno di presentazioni, inoltre ne ho già parlato. Ho deciso di provare, complice la presenza di amici, il WoodStock a Milano sabato sera.

Leggendo su internet si parlava di un posto molto grande, sempre pieno di gente dove è difficile trovare parcheggio ed entrare; inoltre pare abbia una collezione di quasi 400 birre... Proviamoci.

Dunque, il WoodStock è a Milano, Via Ludovico il Moro 3, davanti alla chiesa di San Cristoforo, sul Naviglio. Attenzione che alcuni siti come MaxBeer.org lo riportano erroneamente in Via Pestalozzi, 1!

Difficoltà a trovare il posto 0! Pur essendo sabato sera, ore 23, c'era molto posto. Per comodità l'ho messa a 200 metri dal locale. Ma anche davanti al locale stesso si trovavano dei posti. Fuori dal locale c'erano alcune persone, ma non erano di certo in coda. L'atmosfera all'interno da molto da pub, luci soffuse, e musica. Subito all'entrata ci sono 4 grandi frigoriferi, tipo supermercati, pieni di bottiglie di birra, ognuna con su l'etichetta del prezzo modello minimarket anni 80.

Non esiste un elenco delle birre a loro disposizione, e non provate a chiederlo... Vi dovete alzare e andarvele a vedere nei frigoriferi. Le birre sono assolutamente care. Molte sono oltre il doppio di quello che si paga al Fundeghè. Un esempio: 18.50 euro per una bottiglia di San Sebastian Gran Cru è decisamente fuori mercato, anche per un pub a Milano.  Tuttavia le birre saranno una sessantina, male che vada massimo 100. Non così tante come pubblicizzato.

Attenzione alla scadenza. Un mio amico ha trovato una bottiglia di birra con scadenza 06 / 2006. Non è una bella cosa. Chissà se c'è qualcosa che vendono già ampiamente scaduto.

Conclusione: due bottiglie di birra e una Hoegaarden una banana colada e un jamaica 45,00 euro.

Inutile dire che questo posto non vale niente. Carissimi i prezzi, servizio non eccellente, truffaldina pubblicità sulle birre.

Consiglio: da evitare.